Costruttori di Babele

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Ed. by Gabriele Mina

Photo: Rodolfo Hernandez [2010]

Lineri inizia la sua «Ricerca» nel 1964, interessandosi di preistoria e raccogliendo selci nei greti. Le pause di lavoro da inserviente e infermiere nel locale ospedale le dedica alla paziente esplorazione di un tratto del greto del fiume Adige. In alcune forme iterate (la pecora, il pesce, il fallo, etc.), riconosce non l’effetto dell’erosione ma l’intervento artistico di antiche popolazioni, che avrebbero lasciato nel fiume questo alfabeto formale. Dal 1985 si dedica completamente al suo progetto: raccolta di sassi, catalogazione delle forme, impaginazione su pannelli di legno che espone ricoprendo l‘intera superficie di un edificio su due piani, di fronte alla sua casa. Talora i sassi sono esposti in formazioni piramidali. Ne scaturisce una installazione scenografica impressionante.

Oltre al lavoro sulle pietre, Lineri si è cimentato nella ceramica e nella poesia, pubblicando diversi testi. Alla sua ricerca ha dedicato il volume Lineri 1993; altri materiali sono presenti sul suo sito. Tra i principali riferimenti bibliografici: Pescucci 1998, Rosi 2010a e 2011a.

Daniela Rosi ha curato una mostra in omaggio all'arte di Lineri: Forme solitarie per un’armonia collettiva (Verona, 2010), con un catalogo (cfr. Rosi 2010b) e le fotografie di Rodolfo Hernandez, presenti anche in Costruttori di Babele, un percorso fotografico nell'arte di Giovanni Cammarata, Luigi Lineri e Bonaria Manca (Museo Bilotti, Roma, 2012; Galleria Rizomi, Torino, 2013; Cathédrale de Jean Linard, Neuvy-Deux- Clochers, 2013). È stato inserito anche nella mostra Banditi dell'arte, a cura di Gustavo Giacosa e Martine Lusardy (Halle Saint Pierre, Parigi, 2012). Nel 2013 ha vinto il primo premio del concorso sulle passioni La Seconda Luna.

Sulla rete l'emozionante documentario di Enrico Ranzanici, I misteri dei sassi. Lineri è fra i protagonisti di Outsiders. Storie dal fiume (ITA, ArtCam, 2014, 50’), documentario su un tratto del fiume Adige di Sara Pigozzo ed Enrico Meneghelli. Il gruppo tedesco di musica elettronica Notwist ha dedicato all’artista una canzone.

 

[La cattedrale di sassi]

Luigi Lineri (1937*)

 

Collezionismo e allestimento museale

Zevio (Verona)

 

L’installazione di Lineri si trova all’interno della sua proprietà ed è visitabile contattando l’autore. Nonostante il lavoro assiduo di Lineri, l’opera richiederebbe un progetto di manutenzione.

 

 

[La cathédrale de pierres]

Luigi Lineri (1937*)

 

Collection et exposition

Zevio (Verona)

 

L'installation de Lineri est située à l'intérieur de sa propriété et peut être visitée en contactant l'auteur. Malgré le travail acharné de Lineri, l’œuvre nécessiterait un projet d’entretien.

 

Lineri commence sa «Recherche» en 1964, en s’intéressant à la préhistoire et en collectant des silex. Garçon de salle et infirmier à l'hôpital local, pendant les pauses de son travail il se consacre à l'exploration d'une partie de la grève de la rivière Adige. Dans certaines formes récurrentes (le mouton, le poisson, le phallus, etc.), il reconnaît non pas l'effet de l'érosion, mais l'apport artistique de peuples anciens qui auraient selon lui laissé cet alphabet formel dans la rivière. À partir de 1985, il se consacre entièrement à son projet. Il collectionne des pierres et catalogue des formes, qu’il agence sur des panneaux en bois. Il expose ces panneaux en recouvrant la surface entière d'un bâtiment sur deux étages, situé en face de sa maison. Parfois, les pierres sont disposées sur des structures pyramidales. Le résultat aboutit à une installation scénique spectaculaire.

 

 

[The Cathedral of Stones]

Luigi  Lineri (1937*)

 

Collection and exhibition

Zevio (Verona)

 

Lineri’s installation is within his property and can be visited by contacting the author. Despite the hard work of Lineri, the work would require a maintenance project.

 

Lineri began his "research" in 1964, being interested in prehistory and collecting flints in the gravel bed of rivers. He dedicated his time off work as attendant and nurse in the local hospital to the diligent exploration of a part of the gravel bed of the river Adige. In some iterate forms (the sheep, the fish, the phallus, etc.) he did not recognize the effect of erosion but the artistic work of ancient people that would leave in the river this alphabet in forms. He has been devoting himself entirely to his project since 1985: collection of stones, cataloging shapes, layout on wooden panels which he shows covering the entire surface of a two-storey building, in front of his house. Sometimes the rocks are exposed in pyramidal shapes. The result is a spectacular impressive installation.