Marche

[La collina di Orfeo]

Orfeo Bartolucci

(1924-2011)

Architettura, installazione e collezionismo
Colombara, Apecchio (Urbino)

Le creazioni si trovano sull’ampio terreno collinare dove abitano molti membri della numerosa famiglia Bartolucci, che si occupa dell’onerosa manutenzione. La via privata che conduce alla collina è stata intitolata a Bartolucci. Ufficialmente il parco è chiuso, in attesa di accordi con l’amministrazione comunale.

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La vicenda di Bartolucci, muratore e carpentiere, si svolge interamente in un piccolo borgo montano delle Marche. La sua creazione più impressionante è il Mappamondo della Pace: un globo di 31 m di circonferenza, 180 quintali di peso fra assi e lunghe centine di legno tagliate e inchiodate, diviso su tre piani. Costruito in segreto per cinque anni e inaugurato nel 1988, il globo ruota grazie a due motori elettrici. Dopo una parentesi di gloria sono seguite traversie giudiziarie che hanno costretto alla chiusura del sito. Tutto intorno, sulla collina acquistata da Bartolucci per la sua famiglia, si sviluppa un vero parco d’arte: ad es. una fontana-torre, la Luna, un albero costituito da 150.000 bottoni, un museo sotterraneo in cui l’autore aveva collocato le sue infinite raccolte di oggetti (strumenti contadini, calcolatrici, strumenti musicali, bottiglie, etc.).

La vicenda di Bartolucci è analizzata in Gabriele Mina (a cura di), Costruttori di Babele. Sulle tracce di architetture fantastiche e universi irregolari, elèuthera 2011. Fra le pubblicazioni locali Alessandra Mosca Proietti, Il mappamondo più grande del mondo, Montedit 2009; la figlia di Orfeo ha scritto una tesi: Tonina Bartolucci, Il mappamondo della pace. Un’opera unica nell’epoca della riproducibilità tecnica, Università di Urbino, Laurea in sociologia, 1990.
Un filmato è stato realizzato da Costruttori di Babele per la regia di Giordano Viozzi (Sushi Adv). Una fiaba su Orfeo è stata scritta e interpretata dall’attore Giorgio Scaramuzzino: Orfeo. Il costruttore di sogni (di Giordano Viozzi, 2016, 17’), con l’inserimento di filmati d’epoca.

Foto: ● CdB [2011]; ●● Marco Biancucci [2015]