Costruttori di Babele

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Ed. by Emanuela Iovino

Photo: Alberto Ferrero [1989]; di Stefano [2011]

 

[La casa del Cavaliere]

Giovanni Cammarata (Messina 1914-2002)

 

Sculture e assemblaggi

Messina

 

Il sito si trova nella zona a sud di Messina, Maregrosso. Dopo la demolizione, resta visibile purtroppo solo la facciata istoriata.

Il messinese Cammarata, soprannominato dai suoi concittadini Cavaliere, combatte in Africa e nell'Egeo negli anni Trenta, finita la guerra emigra in America. Rientra poco dopo e si stabilisce nel povero quartiere di Maregrosso, lavorando come muratore e artigiano. Dal 1970 fino alla morte si dedica alla decorazione della sua baracca, trasformandola in un fantasioso castello: realizza sculture, mosaici, assemblaggi. La facciata diventa un inventario di forme e figure (animali, personaggi realmente esistiti e esseri mitologici, crocifissi, madonne e putti). dominata da stravaganti pinnacoli e istoriata da mosaici in pietra, spesso dipinti con colori sgargianti. Le figure si susseguono in una mitologia del tutto individuale in cui si confondono e si mescolano sacro e profano, storia e mito, tradizione popolare e letteratura. Di quella grandiosa architettura oggi rimane soltanto la facciata, il resto — dopo vari danneggiamenti — è stato demolito nel 2007 dalle ruspe per far posto al parcheggio di un supermercato. Sono andati perduti anche i murales che Cammarata aveva realizzato lungo la via, che egli sognava di trasformare nella “via delle Belle Arti".

La storia di Cammarata è puntualmente analizzata da di Stefano 2008 e 2011a. La casa del Cavaliere è stato uno dei pochi siti italiani compresi nella ricerca fotografica di Schaewen 1999. Da ricordare anche il reportage fotografico di Alberto Ferrero del 1989 (cfr. Ferrero 1993 e Mina 2012): alcuni scatti sono stati inseriti in Costruttori di Babele, un percorso fotografico nell'arte di Giovanni Cammarata, Luigi Lineri e Bonaria Manca (Museo Bilotti, Roma, 2012; Galleria Rizomi, Torino, 2013; Cathédrale de Jean Linard, Neuvy-Deux- Clochers, 2013). Quanto resta del sito è stato "adottato" da un collettivo animato fra gli altri dal sociologo Pier Paolo Zampieri (del quale cfr. Zampieri 2012), all'interno di un attraversamento del quartiere di Maregrosso: sono stati effettuati interventi di pulizia e ipotizzati dei restauri. Nel 2013, durante lavori nella via, sono emerse delle tracce di murales di Cammarata: nonostante le segnalazioni, sono state fatte cancellare.

Sulla rete il documentario Non rompete le opere di notte del collettivo artistico Machine Works.