Costruttori di Babele

© 2010 - 2015 Costruttori di Babele   Ideation and graphic: Gabriele Mina & Guido Lotti.   Please inform the author of use.

Ed. by Giada Carraro

Photo: Giada Carraro (2012); foto d’epoca

Giuseppe Toselli, detto Bepi Suà o Bepi delle caramelle, lavorò come operatore presso un cinema di Burano fino alla fine degli anni Cinquanta. In seguito ottenne la licenza per vendere caramelle in piazza, mentre con una macchina cinematografica diede vita di fronte alla propria casa a una sorta di cinema all’aperto. Presto l’abitazione divenne un vero laboratorio: all’interno aveva televisori, videoregistratori, una collezione di videocassette, immagini e collage appesi alle pareti. A renderla nota, però, fu l’intervento esterno: attorno agli anni Sessanta iniziò a decorarne la facciata con motivi geometrici, tracciati usando i colori vivaci di Burano. Dipingeva e ridipingeva senza arrestarsi un momento, mutando in continuazione l’aspetto della sua casa. Dopo la sua scomparsa fu la sorella Albertina a prendersi cura della casa; l’aspetto attuale è stato ripreso da alcune fotografie d’epoca. Non è rimasto praticamente nulla dell’interno.  

Casa Bepi è ricordata nella guida turistica curata da Jonglez e Zoffoli 2010. Sulla rete si trovano fotografie scattate dai turisti che a volte la incontravano per caso, altre volte la cercavano su consiglio delle guide o di qualche cartolina. Nel maggio 2013 l’Associazione Costruttori di Babele ha organizzato a Burano due giornate in memoria dell’artista: nell’occasione sono usciti alcuni articoli su quotidiani locali.

 

 

CasaBepi

Giuseppe Toselli, detto Bepi Suà (1920-2002)

 

Decorazione pittorica pitt

Burano (Venezia)

 

La casa si trova in Via al Gottolo n. 339, facilmente raggiungibile e in ottime condizioni grazie al restauro voluto da Mara Bon, l’attuale proprietaria, che l’ha adibita a b&b.

 

 

 

 

CasaBepi

Giuseppe Toselli, dit Bepi Suà (1920-2002)

 

Décoration pictural

Burano (Venezia)

 

La maison est située au 339 de la via Gottolo. Elle est facilement accessible et en bon état, grâce à la restauration voulue par l’actuelle propriétaire, Mara Bon, qui l’a transformée en une chambre d’hôte.

 

Jusqu'à la fin des années 1950, Giuseppe Toselli, dit «Bepi Suà» ou «Bepi des bonbons», travaille comme opérateur dans un cinéma de Burano. Plus tard, il obtient une licence pour vendre des bonbons sur la place, tandis qu'avec une caméra il met en place une sorte de cinéma de plein air en face de sa maison. Rapidement, sa demeure devient un véritable laboratoire. À l'intérieur, il y avait des télévisions, des magnétoscopes, une collection de vidéos, des photos et des collages accrochés sur les murs. Pour faire connaître ce lieu, il intervient à l’extérieur. Dans les années 1960, il commence à en décorer la façade avec des motifs géométriques, tracés en utilisant les couleurs vives de Burano. Il l’a peinte et repeinte sans cesse, il en changeait constamment l'apparence. Après sa disparition, sa soeur Albertina a pris soin de la maison. Son aspect actuel a été obtenu à l’aide d’anciennes photographies. Il ne reste pratiquement rien de l'intérieur.

 

 

 

 

 

 

CasaBepi

Giuseppe Toselli, a.k.a. Bepi Suà (1920-2002)

 

Decorative painting

Burano (Venezia)

 

The house is in Via al Gottolo 339, easily accessible and in good condition due to the restoration ordered by the current owner Mara Bon, who has turned it into a B&B.

 

Giuseppe Toselli, also known as Bepi Suà or Bepi of the candies, worked as a cinema operator in Burano until the end of the Fifties. He later obtained a license to sell candy in the streets, and with a film camera he gave birth to a kind of open-air cinema in front of his house. The house became soon a real laboratory: it had TVs, VCRs, a collection of videos, images and collages on the walls. Indeed, the intervention made outside let the house be known: around the Sixties he began to decorate the facade with geometric patterns, drew using the vibrant colors of Burano. He painted  and repainted without a rest, changing constantly the look of his home. After his death it was his sister Albertina who took care of the house; the actual aspect has been taken by some photographs. Nothing remains of what there was inside.