Costruttori di Babele

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Ed. by Giada Carraro

Photo: Giada Carraro [2013]. Si ringrazia la famiglia per le immagini d’epoca

Zangrossi, conosciuto come Guido, lavorava come operaio presso la Sava di Marghera, dedicandosi nel tempo libero all’astronomia, alla fisica e alla filosofia. Alla fine degli anni Sessanta, una volta pensionato, lavorò un paio d’anni come custode nel Padiglione Venezuela della Biennale d’Arti Visive. Forse sotto la suggestione delle opere esposte, iniziò a produrre artigianalmente delle girandole che animavano la facciata della sua casa. Con l’uso di semplice legno di scarto ne creò di diverse forme e dimensioni. Per più di vent’anni le girandole hanno dominato quella corte diventando un amato punto di riferimento. Necessitando di una continua manutenzione, con la scomparsa del loro artefice sono state inghiottite dalla laguna. Continuano però a girare nella memoria: molti sono i ricordi delle persone che le conobbero, i componimenti poetici, i racconti e i quadri a esse dedicati.

Ho raccontato la storia della casa (e l'avventurosa vicenda di alcune girandole ritrovate) in Carraro 2012, 2013b e nella monografia Carraro 2014, a cui ha contribuito il Museo della Bora di Trieste.

La Touring Club aveva inserito il sito nelle guide dedicate alla città di Venezia: l’ultima in cui vi si trova traccia è del 1993. Fra i racconti che le sono stati dedicati: Barina 1998 e Pestriniero 2000.

Sulla rete un estratto del documentario del 1995 Il nonno bambino, di Enrico Norbiato e Manuel Righetto.

 

La casa delle girandole

Donato Zangrossi (1905-1990)

 

Installazione

Venezia

 

Il sito si trovava dietro la Chiesa di San Rocco, la facciata era visibile da Campo Castelforte. Delle girandole oggi non vi è più traccia.

 

 

La maison aux girouettes

Donato Zangrossi (1905-1990)

 

Installation

Venezia

 

Le site demeurait derrière l'église de San Rocco, la façade était visible depuis le Campo Castelforte. Des girouettes, il ne reste aujourd’hui aucune trace.

 

Zangrossi, connu sous le nom de Guido, travaillait comme ouvrier à la Sava de Marghera et se consacrait à ses heures perdues à l’astronomie, à la physique et à la philosophie. À la fin des années 1960, une fois arrivé à la retraite, il a travaillé quelques années comme gardien dans le pavillon du Venezuela à la Biennale des arts visuels. Peut-être influencé par les œuvres exposées, il a commencé à créer des girouettes avec lesquelles il animait la façade de sa maison. Il en a réalisées de différentes formes et tailles, en n’utilisant que du bois de rebut. Pendant plus de vingt ans, les girouettes ont dominé sa cour, qui est devenue un point de repère. Nécessitant un entretien constant, avec la disparition de leur créateur, elles ont été englouties par la lagune. Cependant, elles continuent à virevolter dans la mémoire collective: nombreux sont, en effet, les souvenirs de ceux qui les ont connues, ainsi que les poèmes, les récits et les peintures qui leur sont dédiées.

 

 

 

 

 

 

The House of Windmills

Donato Zangrossi (1905-1990)

 

Installation

Venezia

 

The site is located behind the Church of San Rocco, the facade was visible from Campo Castelforte. Today there are no more windmills.

 

Zangrossi, known as Guido, worked as a laborer at Sava, Marghera, devoting himself in his spare time to Astronomy, Physics and Philosophy. At the end of the Sixties, once retired, he worked for a couple of years as a custodian in the Venezuela Pavilion at the Biennale d’Arti Visive. Perhaps under the influence of the exhibitions, he began to produce handmade windmills that animated the front of his house. With the use of simple wasted wood he created windmills variously shaped and sized. For more than two decades, the windmills overlooked the courtyard, becoming a beloved benchmark. Needing a continuous maintenance, with the death of their creator they have been swallowed up by the lagoon. However, they continue in memory: many are the memories of people who knew them and the poems, stories and pictures dedicated to them.